martedì 21 marzo 2017

chiacchiere scrap | cosa significa lo scrapbooking per me

Quando sono passata su questo blog, ricominciando in pratica da zero rispetto al precedente, mi è sembrato quasi di trovarmi in un posto non mio. Ho ripreso avendo un atteggiamento abbastanza distaccato e ci è voluto un po' di tempo prima che riprendessi a scrivere come ero abituata. Rimane però ancora un ambiente un po' freddino per me...
Ho deciso perciò di tornare a scrivere non solo mostrando ciò che creo ma parlando di scrap come facevo un tempo e anche un po' di me, vorrei mettermi in testa che non c'è nulla di male. Scrivo per me e per quelle persone che amano leggere le mie riflessioni, che a volte sembrano assurde pure a me, ma mi si dice che ho la mente contorta e questa mi devo tenere. :p

scrapbook mini album f by kushi | www.kkushi.com

Da Google Analytics vedo che ci son persone che passano su un mio articolo anche solo 10 secondi, credo il tempo necessario per guardare le immagini o almeno la prima. Il mio blog è anche per loro sia chiaro, spero che anche solo la foto della mia pagina o di un mini album comunichi qualcosa, senza bisogno di aggiungere altro.

In quelle poche parole sotto la mia foto nella colonna a lato spiego l'intento del blog: mostrare quel che creo e parlare di scrap. Il bello è che rimanda al link della mia pagina "about" ancora vuota. E' vuota perché ancora devo arrivare a quei contenuti. Mi sono presa tutto il tempo necessario per rimettere in sesto questo mio posticino e ancora non sono arrivata ad avere tutto pronto.
Ho stilato una lista dei post che mi piacerebbe scrivere e guardandola ho deciso di darle un minimo di senso e filo conduttore. Vorrei riproporre il manifesto scrap, a distanza di anni. Mi diverto da matti a leggere la prima versione e pensare alle differenze, a come sono adesso, come amo scrappare ora. Alcuni elementi non sono cambiati, altri molto. Però prima di scriverlo, volevo un post introduttivo sul perché faccio scrapbooking. Mentre il vecchio blog ha visto proprio la mia evoluzione nel diventare una scrapper, i post in cui scoprivo pian piano cosa amavo fare e capivo quale fosse la mia strada, qui voglio fare una riflessione confrontando il passato ed il presente. Questo magari mi aiuterà a tirar fuori un testo per la mia pagina "about". Quindi oggi mi chiedo prima di tutto cosa è lo scrap per me e cosa fa per me, in cosa mi è utile. Poi passerò al "manifesto".

Breve introduzione su come ho conosciuto lo scrapbooking... Nel 2006 mia zia tra varie riviste di decoupage, sbaglia e ne compra anche una di scrapbooking. Ovviamente questa attira subito la mia attenzione e sboccia l'amore eheheh Dopo aver cercato tutte le informazioni possibili sul web, faccio il mio primo ordine on-line da un sito francese che stampa anche foto. Mi ritrovo così verso la fine di agosto con un centinaio di foto stampate 11x15 cm ed un primissimo kit di scrapbooking con carte, abbellimenti, timbrini in gomma e realizzo il mio primo layout 30x30 cm. Ho iniziato così, senza dubbi sul formato. Non ho proprio preso in considerazione altre opzioni e questa scelta istintiva si è confermata fino ad oggi, più di dieci anni dopo. Con il tempo ho saputo apprezzare anche i mini album, le card un pochino meno... ma le ho almeno in simpatia dai!
L'introduzione doveva esser breve perciò mi fermo qui, ma in pratica è iniziato tutto come semplice hobby. Ma chi è scrapper sa che difficilmente rimane un "semplice hobby". Una cosa che si dice sempre è che esser scrapper è uno stile di vita ed è vero. Più in generale esser crafter è un mondo un po' a sé. Ci sono poi così tante possibilità... Ad esempio c'è chi non si trova con il raccontarsi che è intrinseco nello scrap, ma preferisce abbandonare foto e journaling per trovare un posto più adatto nello stamping, nel mixed media e via così. C'è anche chi si trova benissimo in tutte queste dimensioni contemporaneamente! Tanta ammirazione per chi lo fa! Io, per quanto assolutamente voglia avere una base di colorazione perché la trovo interessantissima e di mixed media lo stesso (al momento purtroppo non ne so quasi niente...), ho trovato la mia motivazione più profonda soltanto nel raccontarmi con le parole scritte. Da qui capisco che ciò che mi spinge a scrappare è proprio il racconto di me. Se non ho un journaling di base o una storia nella mia testa, non vado da nessuna parte. Nella vita ho sempre usato scrivere (milioni di diari segreti ehehe), per capire. Lo scrap è stata un'evoluzione un po' particolare in cui mi sono trovata perfettamente. Non riesco invece più a scrivere soltanto, senza scrappare. Sono due cose che non sono capace di dividere ormai.

Ma è un approccio purtroppo rischioso. Il mio più grande rimpianto in questi ultimi anni è stato il non aver saputo modellare questo approccio in un momento difficile.
Quando qualche anno fa mi sono chiusa in me stessa, perché stavo facendo qualcosa che non volevo fare, non ho saputo comunque parlare a me stessa o focalizzarmi sulle cose positive che avevo, attraverso le mie pagine. In parte ho volutamente abbandonato proprio lo scrap ed il mondo che lo circonda perché mi faceva male anche il semplice realizzare di non aver tempo da dedicargli e provarci ma non riuscire a concludere nulla. Ho voluto così stroncare ogni cosa. Me ne pento ancora oggi, ma ricordo perfettamente la difficoltà. Difficoltà con cui sto combattendo ancora.

scrapbook mini album f by kushi | www.kkushi.com

Un bel giorno ho deciso di smetterla e riprendere, anche se di cattivo umore, anche se non riuscivo con i tempi. Non ho fatto quasi in tempo a pensarlo, che improvvisamente è morto mio padre. Tutto il periodaccio precedente era nulla a confronto... ho subito provato lo stesso a riprendere, per reagire. E' durato forse un mese ed ho dovuto smettere di nuovo. Non ho mai scritto pubblicamente cosa fosse successo, non sono il tipo che riesce a parlare di qualcosa quando è un dolore forte. Non riesco a parlarne neanche adesso, infatti lo confondo tra le righe che leggerà chi avrà passato i dieci secondi, chi vuol vedere dove voglio andare a parare.
Lo scrap come lo concepisco io è così legato all'intimo, anche se non tutte le mie pagine parlino di chissà quali argomenti profondi... ripeto, è il legame che ho con il mio processo creativo, con quel che faccio. Realizzare un layout è un processo molto lungo, che non inizia quando mi metto alla scrivania. Parte guardando mille foto e scegliendone una che in quel momento mi ispira e prosegue chiedendomi cosa voglio dire con quella foto. Non faccio altro, chiedermi sempre cosa voglio comunicare a me stessa, anche a distanza di anni. Quando ho chiaro almeno il senso (non devo avere per forza già pronto un journaling) inizio. Inizio con un'idea da provare, un esperimento con qualche materiale. Non termino mai senza prima aver scritto però il journaling. In un libro di anni fa, Ali Edwards consiglia di non dire mai "il journaling poi lo aggiungo" perché non avverrà... ed è vero.
E mentre scrivo, racconto a me e a chi capiterà di leggere le mie parole. E sto meglio, mi libero del peso dei pensieri. Sto amando lo scrappin'planner proprio per questo. Nel formato del planner posso inserire buste in cui raccontare anche eventi meno piacevoli che in un layout è difficile fare, cose che non hanno foto, pensieri molto più immediati. Posso anche scriverli apertamente nelle pagine ovviamente. Basta solo non fotografarle poi, se voglio tenerle solo per me ;)
La domanda "voi scrappate anche ciò che vi fa stare male? Raccontate le storie "tristi"?" è sempre stata fatta, è inevitabile arrivare a questo dubbio prima o poi. Io ho sempre risposto di no. Non scrappo il fatto di per sé, al massimo posso parlare di un aspetto di me stessa riguardo a quella difficoltà, il modo in cui ho affrontato il problema. Cerco sempre di portare il racconto sulla positività. Perché lo scrapbooking è la mia isola felice e voglio guardare con positività quello che racconto. Non sempre sono riuscita però... da qui il blocco. Ed è questo il mio impegno per il futuro.

scrapbook mini album f by kushi | www.kkushi.com

Qualche mese fa mi è stato chiesto quanto tempo io dedichi allo scrap. Non ho saputo rispondere all'istante. Ricordo solo che ho fatto una faccia tra lo stupito e l'ovvio nel dire "tutto il mio tempo", è la mia vita. Non ricordo se ho detto anche la seconda parte, però ricordo un vago senso di vergogna eheh Ma è vero. Vorrei riuscire a trovare il modo un po' più "leggero" di usare lo scrapbooking anche nei momenti difficili (ho una certa tendenza alla pesantezza purtroppo...). Vorrei anche non permettere agli eventi di cambiarmi. Magari è solo lì il segreto. Ci sto provando, so superare le difficoltà... il resto verrà da sé.

Lo scrap è per me la felicità, qualcosa in cui riesco, qualcosa di cui non posso far a meno, che mi fa brillare gli occhi, che mi entusiasma... ed ora che ho ripreso, ormai da più di un anno, non ho alcuna intenzione di smettere di nuovo, nonostante tutto. E' una promessa che faccio a me stessa...

E cosa significa per me... a parte gli occhi che brillano mentre mi dedico a creare qualcosa (forse basterebbe anche solo questo, no?), mi aiuta a parlarmi ed aiuta la mia memoria corta! Credo poi che stia tutto qui il motivo per cui mi trovo più a mio agio a fare layout o mini album e non card ad esempio oppure home decor. Ci sono sempre eccezioni anche in questo caso, se si ha un destinatario o si fa una card generica... Oppure nel caso dei mini album mi piace farli se sono destinati ad una persona speciale. Per me invece non riesco a farli ehehhe. Unica eccezione è questo mini di cui ho posato solo poche foto rappresentative... è del 2011 e sono davvero contenta di averlo fatto. Parla dei miei aneddoti da bambina. Non l'ho mai pubblicato prima, perché si trova nel terzo numero di Scrappinize Magazine (pagina 39), non so se qualcuna ricorda questa rivista, ennesima mia avventura con Rosy!

Ma ora basta così, ho farneticato a sufficienza. Questo è stato il post più difficile da scrivere che mi sia mai capitato! Prossimo appuntamento con le chiacchiere, sicuramente più semplice... il mio nuovo manifesto scrap!